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[ 2 - 3 - 4 Marzo 2012 ] Special Trained - 42H - Sardegna (Laconi)


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10 replies to this topic

#1 Rozzilla

Rozzilla

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Posted 07 March 2012 - 02:45 PM

Ecco le foto fatte dai "quattro porcellini"! ;)

Il Debriefing lo pubblicheremo (Con permesso di Barone) sulla nuova uscita di "Soft-Air Fanzine" (Grazie Dani   :devil: ).
E ora rifatevi gli occhi! ;)

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#2 Rozzilla

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Posted 07 March 2012 - 02:50 PM

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#3 Rozzilla

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Posted 07 March 2012 - 02:58 PM

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#4 Rozzilla

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Posted 07 March 2012 - 03:02 PM

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#5 Rozzilla

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Posted 07 March 2012 - 03:07 PM

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#6 McMirko

McMirko

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Posted 07 March 2012 - 04:08 PM

MINCHIA CHE FOTO GAYA!!!

Meno male che c'è una magnum di Viper!!!


La parete di roccia...il Campa voleva farcela scalare di notte!! Era quella vicina alla cava di argilla?
<span style='color:green'><span style='font-size:14pt;line-height:100%'><span style='font-family:Impact'>Clan Battlemech</span></span></span>

#7 ANSIA 17ma

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Posted 07 March 2012 - 05:39 PM

View PostMcMirko, on 07 March 2012 - 04:08 PM, said:

MINCHIA CHE FOTO GAYA!!!

Meno male che c'è una magnum di Viper!!!


La parete di roccia...il Campa voleva farcela scalare di notte!! Era quella vicina alla cava di argilla?

Cazzo Ragazzi! è stato proprio un gran bel viaggio tutti assieme! Zau,Clan,Brigata,Rangers e Tunnel!....bella!
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#8 Jack72

Jack72

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Posted 08 March 2012 - 03:56 PM

Bellissima avventura !!!

Ci vogliono un po' di giorni per riprendersi e tornare alla vita quotidiana, ma i ricordi dei vecchi amici ritrovati e dei nuovi amici conosciuti rimangono impressi per molto tempo, almeno fino a quando non si riparte per una nuova avventura sperando che sia bella come quella appena passata.

Ringrazio quindi tutti i compagni di viaggio, come al solito sempre pronti a grasse risate.
Ringrazio i Sardinia e tutti i loro collaboratori per averci fatto vivere il nostro fantastico film.
Ringrazio di cuore Barone e Save per la loro ottima ospitalità e disponibilità, come ho già scritto da altre parti siete due belle persone, continuate così ;)

Un saluto a tutti, speriamo di rivederci presto ;)

Jack
When I die, bury me face down, so the world can kiss my ass.

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#9 Rozzilla

Rozzilla

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Posted 01 October 2012 - 09:37 AM

Video tributo alla Special Trained 2012




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#10 Rozzilla

Rozzilla

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Posted 26 February 2013 - 03:24 PM

In "onore" alla partenza di giovedì, rendo pubblico il magnifico Debriefing del Dani riguardo la "Special Trained 2012"! ;)

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"Come sempre, descrivere una esperienza come quella vissuta in Sardegna a Marzo è impresa ardua. Non ci sono termini o aggettivi adatti a ricreare, nella fantasia di chi legge, le emozioni, gli odori e i suoni di quei giorni, inizierò a provarci raccontandovi il momento per me topico, quell’aneddoto già ripetuto mille volte ai miei fratelli Zarruele proprio per il modo indelebile in cui è tatuato nella mia testa.
Sono seduto sul bordo di una specie di piccola trincea,completamente immersa in un fitto bosco. E’ profonda una cinquantina di centimetri, all’interno scorre un vecchio tubo dell’acqua in cemento. Costeggia un lungo muro, il perimetro di una vecchia costruzione ormai divorata dalla vegetazione. E’ buio, e comincia a fare freddo , la terra è umida, quasi fangosa e la volata del mio m16 è per l’ennesima volta intoppata dalla terra. Nuovamente, ci siamo imbattuti nei NARCOS, visti all’ultimo momento,e nuovamente per un pelo non ci hanno individuati e siamo riusciti a rintanarci nel fitto bosco. E’ tutta notte che siamo obbligati a cambi di  rotta o direzione, che i nostri tentativi di arrivare al fiume vengono stravolti, ci sono campi, checkpoint e pattuglie ovunque, questa volta addirittura li abbiamo visti solo per la luce di una sigaretta, niente torce quindi. Il morale è a terra, niente sembra andare per il verso giusto e abbiamo appena iniziato. E’ tutto tremendamente difficile. Accendo nervosamente la sigaretta che Maximo mi ha offerto senza nemmeno chiedermi se mi andava, con un gesto simile a quello con cui un padre accarezza il suo bimbo. Nel suo sguardo vedo una domanda che le sue labbra trattengono. Aleandro  si sforza di essere impassibile e da ottima coda della pattuglia tiene gli occhi verso le nostre spalle, ma mi sembra di vedere le sue orecchie tese, ad aspettare che qualcuno me lo chieda, e che io dia una risposta decisa e sicura. Ivan è l’unico in piedi e sembra camminare nervosamente sul posto, guardando il terreno. Mi lascia fare qualche tiro, trattenendosi a stento, poi cede, alza lo sguardo fissandomi in modo interrogativo, sottovoce, con la rassegnazione di chi già conosce la risposta, pone la fatidica domanda: ”Alvaro, da che parte possiamo passare?”.E’ giusto. Lui è il team leader e io il cartografo, io gli do le rotte, lui le deve scegliere. Quando il team leader chiede da che parte passare, il cartografo propone una rotta, ma la verità è che questa volta le rotte le ho ‘finite’. Aspiro profondamente, lo guardo negli occhi e rispondo:”Non ne ho la più pallida idea”.
E’ difficile spiegare perché, forse ancora più difficile capirlo. So però che chi legge è in grado di farlo: mi stavo divertendo come un matto!Come un motociclista in piega, come un alpinista a un passo dalla vetta o un calciatore che sta per tirare in porta. Di fatto, se volevamo qualcosa di semplice, quel giorno saremmo stati altrove, a fare tutt’altro. E’ quel momento, che custodisco gelosamente nella mia collezione, che alimenta la mia passione, che mi fa spendere soldi, tempo e sacrifici in questo maledetto sport, o come preferite chiamarlo.
LA PIANIFICAZIONE
Arrivato il book siamo pieni di domande, eppure le informazioni sono chiare e precise.
Andremo ad operare in Colombia in una zona dominata dai ben noti gruppi di rivoluzionari - narcotrafficanti FARC e ELN. La situazione fra le due milizie si è fatta aspra e gli scontri interni sono sempre più frequenti e violenti. Un informatore infiltrato fra i FARC  fino a poco tempo fa ci teneva informati della situazione delle due milizie ma da qualche giorno, proprio in concomitanza con il suo trasferimento ad un altro villaggio, non si hanno più sue notizie. E’ però sicuramente in vita in quanto non ha mai mancato  gli appuntamenti di segnalazione con il suo radiofaro. Lo scopo della nostra missione è prelevarlo, e far apparire l’estrazione come un rapimento atto dalle ELN.
Di fatto le informazioni erano chiare: avete 40h per trovare e rapire il basco azzurro (segno di riconoscimento dell’informatore), non avendo informazioni aggiuntive ci fidiamo del book e ci prepariamo a una missione di questo tipo, ben coscienti però che l’evento ci riserverà qualche ‘sorpresa’.Abbiamo inoltre uno schemino a griglia con dei codici, utili per decifrare una eventuale comunicazione radio dell’infiltrato che potremmo intercettare nelle vicinanze. Nelle settimane precedenti l’evento ci ritroviamo spesso in ditta da Jack per pianificare, confrontare il materiale e decidere una storia di copertura. Deduciamo dalla mappa che infiltreremo da sud o sud-est, l’infiltrazione su rotaia annunciata dall’organizzazione può infatti avvenire solo da quella zona, prenderemo poi come riferimento la ferrovia per proseguire verso nord fino al villaggio di La Pueva, dove speriamo di trovare il nostro basco la mattina successiva.  
Come è tendenza nel nostro gruppo negli ultimi eventi, cerchiamo di affrontare la missione il più scarichi possibile, tagliando al minimo l’ equipaggiamento al fine di favorire la nostra versatilità sul campo. Di fatto avevamo negli zaini solo cibo e acqua, un pile e una termica, un goretex e una piccola amaca + poncio con elastici per creare una eventuale cache, ma che alla fine non abbiamo neppure usato. Lo scopo principale della nostra missione era sì recuperare il basco, ma c’era una cosa che per noi era ancora più importante: non farsi beccare.
LA CARTOGRAFIA
Molta attenzione abbiamo dedicato al lavoro cartografico, la mappa che ci è stata fornita era infatti volutamente pessima, al fine di stimolare i partecipanti a lavorare a fondo su questo aspetto. Abbiamo inizialmente recuperato le cartine CTR e IGM della zona; sapendo che eventuali coordinate aggiuntive durante la missione ci sarebbero state date in EUROPEAN 1950 abbiamo deciso di tenere la IGM come riferimento primario per semplicità. Abbiamo poi ‘pulito’ interamente le mappe da ogni riferimento scritto, via tutte le località, nomi, cifre delle curve di livello, tutto. Persino le coordinate sul reticolo, che abbiamo imparato a memoria. Lo scopo  era che, in caso di cattura, nessuno avrebbe potuto contestarci nulla di una cartina talmente muta che avrebbe potuto rappresentare qualsiasi posto. Abbiamo poi sovrapposto i 2 tipi di mappa integrando sentieri segnati su una o l’altra, e sovrapposto nuovamente il tutto a google earth per individuare nuovi sentieri non segnati. Gli stessi sentieri sono poi stati marcati di colore diverso per quelli carrabili (che fossero chiaramente distinguibili da google earth come tali) quelli visibili dal satellite ma non carrabili, e quelli invisibili dall’alto. Quest’ultimo accorgimento è stato molto utile per capire, durante la missione, in cosa ci saremmo imbattuti e quali rischi avremmo corso scegliendo una determinata rotta.
LA STORIA DI COPERTURA
E se ci avessero scoperti? La nostra storia di copertura doveva essere credibile, riconducibile a fatti realmente accaduti e soprattutto avrebbe dovuto darci la possibilità di sopravvivere in caso di cattura da una qualsiasi delle 2 fazioni. Al tempo stesso facile da imparare e da ricordare anche sotto pressione.
Eravamo membri di una forza speciale ecuadoregna istituita nel 2008, infiltrata segretamente in Colombia al fine di controllare le attività dell’esercito regolare colombiano e assicurarsi che non pianificassero azioni di invasione del nostro territorio. Il primo marzo del 2008 infatti questo accadde realmente. Senza il benestare dell’Ecuador le forze colombiane condussero una operazione sul territorio del vicino paese finalizzato all’uccisione di Raul Reyes, numero due del Secretariato; una sorta di ‘collettivo’ delle forze rivoluzionarie. Questa invasione illegale di territorio inasprì pesantemente le relazioni diplomatiche fra Ecuador e Colombia.
Di fatto avevamo gli stessi nemici  di entrambe le fazioni(esercito regolare Colombiano) e stavamo ‘dalla loro parte’ (il governo dell’Ecuador ha sempre tollerato la presenza dei narcotrafficanti creando addirittura patti o tasse volti a agevolarne  parzialmente l’attività) .
Eliminato dal nostro equipaggiamento qualsiasi riferimento esterno abbiamo provveduto a ricreare i tesserini militari dell’Ecuador con nomi falsi e ad aggiungere le  nostre foto. Abbiamo  poi imparato  a memoria i nostri dati e nei limiti del possibile quelli dei compagni, oltre che le basiche nozioni di cultura generale riguardo all’Ecuador (presidente, capitale,politici, ecc …). Giorni prima abbiamo cominciato a chiamarci fra di noi con i nomi fittizi (usati anche nelle comunicazioni radio durante l’evento) per abituarci all’idea e non aver indugi in caso di interrogatorio. Eravamo, di fatto, diventati  Maximo, Alvaro, Ivan e Aleandro.
LA MISSIONE
L’abbiamo fatto in auto, in furgone, in camion, a piedi, in barca o addirittura in elicottero, ma mai ci era capitato di infiltrarci in treno!Dopo settimane di preparazione e tensione sempre crescente finalmente siamo seduti su quel vagone, che attraversando paesaggi da fiaba ci porta verso l’ignoto. Il treno si ferma di tanto e in tanto e le varie pattuglie si infiltrano una alla volta. Finalmente è il nostro turno TRAIN 5 – ZARRUELE! Felici come bambini saltiamo giù dalla carrozza e ci infiliamo nella vegetazione per fare il punto.
_ 32S 0507960 4414046.L’avventura ha inizio. Attraversiamo la statale 128 e muoviamo in   direzione 330
_ 32S 0507828 4414 217. Dopo mezzora di cammino arriviamo nei pressi di un rudere. il sole è oramai tramontato e comincia a fare buio, ma riusciamo a scorgere con chiarezza quelle che sono le rovine di un villaggio depredato, numerosi cadaveri stesi a terra, alcuni legati a pali con evidenti segni di tortura. Prendiamo il punto e facciamo alcune foto ma non ci tratteniamo a lungo, la nostra missione è un'altra. Rotta 45.
_ Raggiungiamo la zona che ci eravamo prefissati come primo riferimento, nel punto in cui ferrovia e statale si incrociano. Qui le luci di un auto ci colgono di sorpresa, fortunatamente riusciamo a nasconderci per tempo anche se a caro prezzo. Aleandro (Flower) nella concitazione inciampa e cade sbattendo violentemente il volto su una roccia. Ci infiliamo nella vegetazione più fitta per sincerarci delle sue condizioni, ha preso una bella botta e ha uno zigomo gonfio. Tuttavia è determinato  e dopo aver applicato del ghiaccio per qualche minuto ci rimettiamo in marcia.
_ riusciamo a infilarci sui binari della ferrovia e seguirli verso nord. In un paio di occasioni avvistiamo pattuglie di contro proprio sui binari ma con un po’ di fortuna riusciamo a non farci avvistare.
_32S 0508807 4414877. La nostra marcia sulla ferrovia si deve arrestare, scorgiamo luci fisse provenienti da un avamposto proprio sui binari, un centinaio di metri davanti a noi, invertiamo la rotta e seguiamo a ritroso il tracciato  in cerca di un passaggio sicuro che ci permetta di riprendere la direzione per La pueva.
_32S 0508221 4414700. Intercettiamo finalmente la strada carrabile che costeggia la ferrovia e proseguiamo con cautela verso nord.
_32S 0508220 4414935. Ci imbattiamo in un vasto complesso in muratura, segnato sulla mappa. In concomitanza scorgiamo la luce di una sigaretta proprio sul sentiero, l’ ennesima pattuglia di contro! Ci infiliamo nel bosco e costeggiamo la struttura sul lato est, seguendo una vecchia conduttura, al riparo da occhi indiscreti.
_32S 0508260 4415193. Avvistiamo un altro campo, poco a nord della vecchia costruzione, con molta cautela riusciamo ad aggirarlo da ovest anche se  l’operazione richiederà diverse ore, delle luci per un attimo insistono su di noi, sembrano averci intercettati. Indietreggiamo velocemente, ci congeliamo ed aspettiamo. Dopo qualche minuto di calma piatta riproviamo a passare, questa volta nessuno si allerta e possiamo proseguire tranquillamente. Raggiungiamo finalmente il fondo della valle e attraversiamo il fiume utilizzando un ponte di legno in costruzione, non carrabile. Riprendiamo la marcia direzione 310.
_ Finalmente, alle ore 3.00 scorgiamo in lontananza le luci del villaggio di La pueva, torce in movimento segnalano la chiara presenza di attività, decidiamo di fermarci in un punto buono per una recon dove attendere l’alba. Con la luce ci sarà possibile studiare bene i movimenti al villaggio ed eventualmente individuare il basco. POA  32S 0508029 4415723 direzione di osservazione 150, distanza dal villaggio circa m150.
_ Per tutta la notte non si vede il minimo movimento. Alle ore 6.00 ci spostiamo in un punto più avanzato e ben protetto dai cespugli. Alle ore 7.00 io e Muggio, tolti gli zaini per essere più agili ci avviciniamo strisciando per trovare un miglior punto di osservazione. Passa un ora e mezza e ancora nulla,niente di niente. Non una luce, un rumore, un movimento, nulla. Sembra tutto scomparso durante la notte come un miraggio. Ci ricondizioniamo e dopo un veloce consulto decidiamo di avvicinarci tutti insieme con molta cautela.
_ Alle ore 9.00, dopo un lento avvicinamento arriviamo nei pressi del villaggio di La pueva. Scopriamo che la popolazione è stata sterminata e il villaggio è ormai ridotto a una distesa di cadaveri. Mentre io e Muggio gli copriamo le spalle, Jack e Flower entrano nel villaggio a cercare informazioni utili a capire che fine ha fatto il basco. Qui una voce registrata ripete un codice, che annotano. Con calma, in una posizione riparata lo decriptiamo grazie all’apposita griglia: PRENDI IL BASCO E AL COMANDO. Il villaggio di La pueva è infatti un avamposto, il comando si trova a Tolima, un altro villaggio più a sud-ovest. L’infiltrato deve essere tornato lì dopo l’attacco.
_ Alle ore 10.00, definito il nuovo obbiettivo, ci rimettiamo in marcia per Tolima, rotta 225.
_ Guadiamo il fiume a fondo alla valle, e bloccati dalla fitta vegetazione siamo costretti a procedere diritti superando una ripida parete di roccia che mette a dura prova le nostre gambe. La stanchezza comincia  a farsi sentire e i fitti rovi non aiutano di certo. Con non poca fatica raggiungiamo finalmente la cima del dirupo, aggirando i punti più ripidi e pericolosi.
_ raggiungiamo un grosso sentiero carrabile che porta al comando, lo attraversiamo e lo costeggiamo direzione 280. Durante l avvicinamento udiamo il passaggio di diverse pattuglie, alcune appiedate, altre su mezzi motorizzati.
_ Avvistiamo il comando alle ore 14.00
_ Troviamo un ottima posizione rialzata da dove effettuare una recon, ne approfittiamo per riposarci un oretta, una coppia per volta. POA 32S 0507003 4415269
_ Alle ore 17 finalmente avvistiamo l’infiltrato. In compagnia di 3 guardie lascia il comando a piedi ed effettua un breve giro di perlustrazione lungo la strada carrabile della durata di 10 minuti. Decidiamo di raggruppare la squadra e di avvicinarci alla carrabile il più possibile per aspettare che passi nuovamente e coglierlo di sorpresa.
_ Alle ore 18.30 il basco azzurro si ripresenta sulla strada e inizia nuovamente il suo giro, mentre rientra eliminiamo le 2 guardie che lo accompagnano e lo preleviamo, portandolo a debita distanza dal campo. Protetti dalla fitta vegetazione recuperiamo le informazioni che l’infiltrato ha in possesso: le 3 possibili posizioni di una postazione di artiglieria mobile, la posizione di una artiglieria fissa e il comando delle ELN.
_ Ci avviamo verso la postazione mobile numero 3 procedendo verso est, costeggiando la grossa strada carrabile che divide a metà il campo. E’ fortemente trafficata ma complice la nebbia e il buio, riusciamo a nasconderci in tempo ad ogni passaggio di mezzo motorizzato o pattuglia.
_ Raggiunta la ferrovia muoviamo in direzione nord, seguendo il sentiero già usato la notte precedente.
_ Questa volta riusciamo a procedere senza intoppi, raggiungiamo il punto della postazione mobile 3. Corrisponde al punto dove la notte prima siamo stai quasi scoperti, questa volta è sguarnito ma di artiglieria nessuna traccia. Vi è una piccola costruzione, adibita a raffineria di cocaina. Scattiamo qualche foto e riprendiamo la marcia verso il punto 2.
_ A 50m dal punto 2 avvistiamo luci e grande attività, ci congeliamo in attesa che la situazione si calmi. Proviamo a contattare OPCOM per aggiornarli sulla nostra posizione e richiedere maggiori informazioni sui prossimi obj, ma non vi è copertura gsm. Ci arrampichiamo sulla collina da parte, con la speranza di avere una buona visuale sull’ obbiettivo. Purtroppo non si vede niente, il telefono prende ma OPCOM non ci risponde. Rimaniamo in attesa. Dopo una lunga attesa la situazione sembra calmarsi. Non si vedono più luci e sembra cessata ogni attività. Sfruttando un apparente disimpegno delle forze ostili del presidio decidiamo di avvicinarci con cautela. Arriviamo sull’obj ma non vediamo nulla, solo un piccolo focolare oramai spento. Continuiamo senza fermarci e dopo qualche metro scorgiamo finalmente un mortaio. Mi avvicino lentamente per minarlo, ma quando sono a pochi centimetri di distanza una forte luce si accende dal bosco:’Fermi tutti siete presi!’ERA UNA IMBOSCATA! Le milizie che presidiavano l’obbiettivo ci hanno teso una trappola aspettandoci nascosti fra i cespugli, e noi ci siamo caduti in pieno!
_ Il morale è sicuramente sceso ma non ci demoralizziamo. Salutati i ragazzi della contro ripartiamo in direzione est alla volta della postazione mobile 1, dove troviamo solo una vecchia costruzione abbandonata.
_ Raggiunta la ferrovia la seguiamo in direzione Nord-est fino alla postazione fissa. Arrivati sull’ obj ci avviciniamo con cautela e ci accorgiamo che c’è un conflitto in corso. Approfittiamo della confusione per avvicinarci non visti all’artiglieria, la miniamo e ci allontaniamo velocemente a ritroso sulla ferrovia.
_ Trovato un posto tranquillo ci fermiamo un oretta a riposare, ci facciamo una pasta e riusciamo anche a dormire un po’.
_ Ricondizionati, riprendiamo in direzione sud verso il comando delle ELN. Con un veloce sopralluogo ci accorgiamo che è parzialmente sguarnito, decidiamo quindi di attaccare e prendiamo il campo sparando ben pochi pallini. Miniamo l’edificio e ci allontaniamo velocemente verso continuando sulla ferrovia.
_ Le forze cominciano a mancare e gli zaini sembrano più pesanti. Inizia inoltre a piovere, sempre più forte, e nemmeno il tempo di fermarsi e indossare i goretex che siamo già lavati fradici. Troviamo un ponte sotto la ferrovia, in una zona tranquilla (32S 0508255 4414614), ci infiliamo sotto e cerchiamo di riposarci. Il freddo però ci attanaglia e non c’è verso di chiudere occhio. Ci facciamo un the, un paio di caffè e contattiamo OPCOM per comunicargli che abbiamo acquisito tutti gli obbiettivi e la missione è quindi conclusa. Ci comunicano che non sarà possibile effettuare una esfiltrazione fino alle ore 6.30, non ci resta quindi che attendere. Fra un goccio di grappa e l’ennesimo the finalmente sorge il sole.
_ Proviamo a perlustrare la zona, in cerca di ulteriori informazioni e per scaldarci rimanendo in movimento, ma c’è ancora troppo movimento di contro e non vogliamo farci beccare proprio adesso.
_ Alle ore 7.30 contattiamo OPCOM per richiedere l’esfiltrazione e alle ore 8.00, in posizione 32S 0508167 4414463 intercettiamo il fuoristrada che è venuto a prenderci, LA MISSIONE E’ CONCLUSA!
Durante il viaggio in fuoristrada parliamo a lungo con Barone (Sardinia Island) dandogli le nostre prime impressioni a caldo, è ansioso di sapere come abbiamo vissuto l’evento, cosa è andato e cosa no. Non possiamo fargli altro che complimenti e manifestare il nostro entusiasmo e soddisfazione. Ciò che verrà dopo è un tripudio di cibo a volontà e vino a fiumi in un paesaggio incantato come solo l’entroterra sardo può regalare, immersi in una atmosfera di gioia e soddisfazione.
Concludendo, la special trained organizzata dai Sardinia Island  è stata per me personalmente e per la mia squadra, una fantastica avventura e un ricordo indelebile da custodire gelosamente nei nostri bagagli di esperienza. Anche se fisicamente non è stata molto dura (il campo non presentava grossi dislivelli e il chilometri fatti non sono stati poi tantissimi considerate le 40h) è stata incredibilmente avvincente e stimolante dal punto di vista tecnico. Difficile, molto, ma al punto giusto, mai impossibile. Più di una volta ci è capitato di trovarsi in situazioni di crisi, ma con l’ingegno, la pazienza e un po’ di fortuna siamo sempre riusciti a trovare una soluzione e procedere senza mai rimanere frustrati dal gioco, che ha girato bene per tutto il tempo. Insomma, un evento ben organizzato e bilanciato che sicuramente ricorderemo a lungo e consiglieremo agli amici più cari. Un GRAZIE caloroso va quindi a tutti i Sardinia Island e chi si è fatto in 4 per farci divertire, e ovviamente ai miei mitici compagni di avventura, Maximo, Ivan,Aleandro e … El perro."

-Presidente Zarruele Soft Air Team Saronno-

 

#11 Jack72

Jack72

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Posted 27 February 2013 - 06:17 PM

Miiiii la foto col Perro !
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