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Dingo

[Sardegna - Santa Teresa ] Long Ray Recon 2008 - The House Of Evil 48H

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minchiazza che bei ricordi!!!

e' proprio vero il primo amore non si scorda mai!!!!

p.s. ma sbaglio oppure sembriamo piu' giovani???cavolo e' passato un anno e un pochi mesi e sembrano scattate un cifra di tempo fa'.non e' che questo sport ti fa' invecchiare prima :lol:

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Ecco il Deb:

 

DEBRIEFING ZARRUELE SAT - SARONNO - TEAM RECONSNIPER+SPOTTER

 

 

 

Dopo la mail arrivata dall’organizzazione dove ci comunicavache il giorno dopo sarebbe stato possibile prelevare il book della missione nonstavo più nella pelle!

 

Continuavo a farmi cinema in testa, continuavo a parlarnecon i miei compagni e a fantasticare su cosa avremmo dovuto affrontare inqueste 48h!

 

 

 

Arriva il tanto atteso “Giorno del book”.

 

Outlook lampeggia dicendomi che c’è una mail in arrivo.

 

Mi fiondo al computer e in men che non si dica vengocatapultato in quello che sarà un film che durerà due mesi:

 

 

 

La Long Ray!

 

 

 

Il sistema che permetteva il download del materiale(Cartine, book, fotografie, consigli) era davvero ben fatto, ci si collegava indesktop remoto sulla scrivania del comando dei Marines e tramite chiavi diaccesso si visionavano i diversi livelli di sicurezza.

 

Questo vuol dire “far immedesimare” i partecipanti persinodalle piccole cose!

 

E’ la prima volta che ci capita di “gasarci” anche solo perscaricare il book di missione!

 

 

 

Da qui in avanti iniziano una serie di incontri (una voltaalla settimana per due mesi) per poter pianificare la missione e discutere delset-up e dell’equipaggiamento che utilizzeremo.

 

Vogliamo essere pronti a tutto, anche a 48h di pioggia.

 

Le sedute si dimostrano utilissime, decidiamo subito la“direzione” che vogliamo mantenere una volta sbarcati, dove posizionare lacache e la divisione dei vari obj.

 

Studiamo in maniera minuziosa la vegetazione e il terrenoaiutandoci con google earth e con varie cartine.

 

Pensavamo che la parte più dura fosse risolta e invecel’equipaggiamento e lo stivaggio dello stesso ci ha “uccisi”.

 

E’ stata la nostra prima 48h, esperienze in eventi di questaportata nessuno ne aveva.

 

Abbiamo deciso qual’era il materiale comune e lo abbiamosuddiviso per scaricare il peso (Per l’equipaggiamento portato aprirò un post aparte).

 

Abbiamo inoltre stilato una lista generale che tutti e sei icomponenti hanno seguito come “linea guida”.

 

 

 

Un paio di settimane prima di partire ci siamo trovati sulnostro campo ed abbiamo testato l’equipaggiamento, una sorta di prova generale.

 

Tutto è andato per il meglio, i Kg erano parecchi (Da 32 a 36 ) ma l’idea era quella diabbandonare tutto alla cache e di girare leggeri perciò avremmo dovuto stringerei denti per poche ore.

 

 

 

Arriva il gran giorno.

 

Dopo più di mezz’ora passata a giocare a tetris nelbagagliaio di Chiaro (Grandissimo Muggio!) si parte in direzione Livorno!

 

Il viaggio è tranquillo, si ride, si scherza, la radiocomunica che hanno chiuso il porto di Genova e che il mare è molto agitato ma anoi non interessa. Siamo troppo gasati per renderci conto di qualsiasi cosa!

 

Arriviamo a destinazione, ci sistemiamo in cabina e saliamoper un ripasso generale della storia di copertura.

 

Se dovessimo venir scoperti in territorio ostile saremosicuramente interrogati perciò una “favola” ben studiata è obbligatoria. Perquesto abbiamo creato documenti falsi (Con tanto di fototessere, timbri earticoli stampati).

 

Terminato il nostro “briefing interno” vediamo arrivarel’allegra ciurma!

 

Niki, Osso, i ragazzi del Celtic Clan, i Corsari, gli amicidel GTTV, il 17° Ranger ed infine la Prima Centuria.

 

E’ subito festa!

 

Stranamente mi è capitato di vedere gruppi di persone che siconoscono “poco” o solo “tramite forum” fare baldoria ridendo e scherzando comese ci si fosse sempre conosciuti!

 

Che bello, c’è qualche cosa di strano nell’aria, questa LongRay sembra essere magica!

 

 

 

La nottata passa piacevolmente, il mare ci culla fin quasiall’arrivo in porto, abbondante colazione e via verso il ritrovo a SantaTeresa!

 

La carovana capitanata da Fratello Osso arriva puntuale alrendevouz, il mitico Dingo ci accoglie in maniera perfetta spiegandoci chel’infiltrazione avverrà tramite gommone!

 

EVVAI! (Sembrava dovessimo essere infiltrati a piedi datoche il mare era troppo agitato).

 

 

 

Arrivati al “porticciolo” finalmente conosciamo i famosiAres, Gas e Fly!

 

Mentre gli altri si cambiano i capi pattuglia eseguono unbriefing con l’organizzazione.

 

Tutto viene rispiegato in maniera perfetta, Dingo tienemolto a sottolineare l’importanza che ha il DIVERTIMENTO in un evento delgenere!

 

“Vincerà” chi sidivertirà di più!

 

Il mio primo pensiero va al nostro gruppo, vincitore ancorprima di incominciare!

 

Com’è possibile?

 

Bhè, semplice, sono due mesi che ci stiamo divertendo comedei matti perciò l’obbiettivo è stato centrato in pieno!!!

 

 

 

Velocemente mi preparo, purtroppo il tempo a disposizione èmolto poco perciò decido di sistemare meglio il tutto una volta sbarcato inspiaggia.

 

Salutiamo i quattro dell’oca selvaggia (Muggio, Chiaro,Corvaccio e Flower) dandoci appuntamento alla cache.

 

Ares ci chiama, ci spiega come dobbiamo comportarci duranteil tragitto in gommone e come stivare il nostro equipaggiamento.

 

 

 

Sono le 12 (31 Ottobre)

 

Si parte!

 

Il viaggio è meraviglioso, il panorama da favola mi distraetalmente tanto che non sento gli spruzzi dell’acqua arrivarmi sul viso. Dopopoco meno di 15 minuti avvistiamo il luogo di sbarco. Alcune manovre per poterarrivare e go go go!

 

Io e Ciube siamo i primi a scendere, veloce salto in acqua evia ad aiutare gli operatori a scaricare tutto il materiale!

 

Sensazione unica l’essere immersi fin quasi le ginocchianell’acqua salata, acqua di mare! ( Un sogno per tutti i Soft-Gunners).

 

Il gommone riparte, siamo soli, tre Team d’interdizione sipreparano all’unisono stando attenti a non dare troppo nell’occhio.

 

Tutto sembra pronto, ci controlliamo a vicenda gli zaini etutto il resto dell’equipaggiamento. L’avventura ha inizio!

 

 

 

Ci addentriamo nel fitto della boscaglia, velocementetroviamo un sentiero che si dirige precisamente verso la zona “cache”.

 

Il paesaggio è paradisiaco, in alcuni punti sembra di esseresul set di Lost!

 

Arriviamo ad un primo bivio, facciamo il punto sulla cartinama qualche cosa non torna, non riusciamo a capire bene dove siamo. Dietro dinoi intanto scorgiamo i Corsari arrivare perciò un po’ presi dalla fretta, unpo’ dal non voler stare così esposti alla vista della contro decidiamo dimuoverci seguendo lo stesso sentiero.

 

Troppe costruzioni si affacciano e ci “spiano”, scorgiamoanche un punto di avvistamento posizionato poco sopra di noi, stiamo sbagliandodirezione, meglio fermarsi e capire bene che succede!

 

Il cuore batte all’impazzata, ogni passo sembrarumorosissimo e guardandoci in giro siamo convinti che qualcuno ci stiafissando in continuazione.

 

Ci addentriamo nella vegetazione fino ad arrivare ad unapiccola costruzione.

 

Ciube butta l’occhio all’interno e trova una cassa in legno!Velocemente estraggo la macchina fotografica e immortalo la scena!

 

Materiale gassoso pericoloso marchiato come GAS COMAH.

 

Di fianco alla casetta troviamo anche una rampamissilistica, prendiamo il plastico e miniamo il tutto.

 

So che stiamo sbagliando.

 

Il nostro obj principale è arrivare alla cache ma purtropposiamo finiti qui senza volerlo.

 

Decidiamo di muoverci velocemente e di trovare un punto meno“caldo” per poterci ragionare sopra. Abbiamo l’adrenalina che scorre a mille,una sensazione stranissima ma allo stesso tempo magnifica! .

 

Decidiamo così di muoverci tornando sui nostri passi quandosentiamo delle voci.

 

Ci congeliamo all’istante!

 

Scampato il pericolo decidiamo di rimetterci in marcia.

 

 

 

Sono le 14.

 

 

 

Contattiamo il resto del gruppo il quale ci comunica diessersi fermato a fare la cache in zona totalmente diversa da quellapianificata.

 

Decidiamo definitivamente di dividerci in due e di nonraggiungere il luogo prefissato in fase di pianificazione.

 

Loro eseguiranno recon del settore orientale e noi di quellooccidentale.

 

 

 

Scorgiamo un grosso cespuglio, sembra l’ideale per costruireal suo interno un bivacco.

 

Comincio a potare e a modellare i rami in modo che si adattialle nostre esigenze ma che allo stesso tempo non sia per nulla visibile.

 

Ciube intanto si appollaia in cima ad alcuni grossi sassi escruta con telemetro e monocolo la zona.

 

Passano quasi 2 ore ed inizia a piovere.

 

Purtroppo l’unico “tetto” che avevamo era la parte esternadella tenda (dato che l’altra parte era nello zaino di Flower), la tiriamo allameglio sopra il cespuglio e ci ripariamo.

 

La pioggia non smette un secondo, anzi, più passa il tempo epiù aumenta di intensità.

 

L’acqua filtra dal “tetto” e comincia a inzuppare tuttol’equipaggiamento.

 

 

 

Sono le 17.30

 

Inizia a fare buio, così non si può proprio rimanere,dobbiamo cercare una soluzione.

 

McGuiver Ciube con alcuni paletti riesce a costruire unasorta di “tenda” che monta in una piazzola nascosta fra i mirti.

 

Non è il massimo dell’occultamento ma con questo tempo nonverrà nessuno a cercarci, specialmente in questo luogo!

 

Accatastiamo il materiale all’interno e ci prepariamo perpartire.

 

 

 

Sono le 18.30

 

Arriviamo sulla strada principale, il paesaggio che ci sipara davanti ha dell’incredibile! Sembra di essere sul set di Black Hawk Down,il tutto condito da musiche di sottofondo arabe che provengono dal faro.

 

Siamo immersi totalmente in un film!

 

La pioggia e il vento sono massacranti.

 

Ogni qual volta ci fermiamo a fare il punto è una continua“lotta” psicologica.

 

Proseguiamo verso l’obj , sul sentiero ci nascondiamo piùvolte visto che il passaggio delle FIR è massiccio.

 

“ L’adrenalina scorre forte nelle nostre vene! “

 

Incontriamo sul nostro percorso i ragazzi del GTTV (Sgheno eMany), li seguiamo per qualche metro (Visto che erano dotati di visorinotturni) ma poco dopo li perdiamo di vista.

 

Eccoci all’obj prefissato, prendiamo la coordinata GPS e cinascondiamo per rifare il punto. Il tempo è diventato davvero “cattivo”, nonriusciamo a respirare bene perché il vento ci butta in bocca litri d’acqua.

 

Lo “stress” è alto, se ci dovessero catturare ora il SEREsarebbe bello tosto bagnati così!

 

Più volte riusciamo a schivare pattuglie nemichenascondendoci a pochi metri (Se non meno) da loro.

 

Siamo a poca distanza dagli altri obj.

 

Guardiamo l’orologio, sono le 23.15

 

Ciube è visibilmente provato, tento di convincerlo aproseguire ma non “forzo la mano”.

 

In questi casi (Specialmente quando si è solo in 2) non èfacile gestire determinate situazioni, specialmente con condizioni metereologichedel genere.

 

Decidiamo perciò di tornare alla cache.

 

 

 

Sono le 00.15 ( 1Novembre)

 

Arriviamo alla base e ci cambiamo.

 

Contattiamo l’altro Team Zarruele per capire meglio lasituazione generale.

 

Siamo al telefono con Chiaro quando la comunicazione si interrompebruscamente.

 

Tutto tace per le due ore successive.

 

 

 

Sono le 2.15

 

Arriva la telefonata di Corvaccio il quale ci spiega cheerano stati catturati proprio mentre erano al telefono con noi.

 

Decidiamo perciò di incontrarci alla nostra cash.

 

Ci rivestiamo con vestiti zuppi e ghiacciati eriaffardelliamo lo zaino. Piove ancora.

 

 

 

Sono le 3.20

 

Arrivano i nostri Fratelli, saluti e abbracci, ciraccontiamo le vicende fin’ora vissute e partiamo. Voglio attirare la vostraattenzione, cari lettori, sul fatto che io e Ciube ci siamo dovuti ricaricarel’equipaggiamento (36 Kg)iniziale per “scortarlo” alla cache creata da Muggio, Chiaro , Corvo e Flower.

 

Il percorso non è dei più semplici, il tempo a nostradisposizione prima che inizi ad albeggiare non è molto. Dobbiamo muoverci overremo individuati!

 

Il tragitto è “abbastanza tranquillo” fin quando noncominciamo ad arrivare in prossimità di una torretta/obelisco. Qui lavegetazione si fa molto più fitta e la strada sparisce nel nulla.

 

Immediatamente Muggio si mette al lavoro per individuare unpercorso alternativo.

 

Strade migliori non ce ne sono, se sono presenti sono troppovisibili.

 

Decidiamo perciò di passare attraverso la “torretta”.

 

 

 

Sono le 6.30

 

La luce del sole ci assale.

 

Mi sembra di essere un vampiro che preferisce la notte.

 

“Ora sarà dura arrivare alla cache senza esser visti”,pensiamo tutti.

 

Se ci dovessero catturare con tutto l’equip. ancora addossosarebbe la fine.

 

La tensione sale nuovamente.

 

Muggio e Chiaro si sganciano dal resto della pattuglia e siarrampicano su alcune rocce che portano in cima alla torre.

 

Non so come, riescono a trovare un percorso. Rincuoratiincominciamo la “scalata”.

 

Io e Ciube abbiamo sempre 36Kg addosso.

 

Stiamo saltando da un masso all’altro con tutta quella robaaddosso (Sotto uno strapiombo da brividi!!!!), ci spingiamo a vicenda per potersalire e “trascinare la zavorra”!

 

Con molta fatica riusciamo ad arrivare a destinazione, cifermiamo, ci cambiamo e perquisiamo la zona. Troviamo un nuovo obj contenentedel materiale radioattivo, prendiamo coordinata e scattiamo fotografie.

 

 

 

Sono le 10.30

 

In formazione tattica ci muoviamo velocemente sul grossosentiero sterrato cercando di dare poco nell’occhio.

 

Arriviamo ad un bivio. Capiamo che la strada che scende vain direzione guarnigione.

 

Cerchiamo di fare una veloce Recon segnando coordinate,salvando sul registratore del cellulare quello che vediamo.

 

Tutto è tranquillo, procediamo in direzione cache.

 

Percorriamo 100 mt quando arriviamo ad una curva.

 

Buttiamo fuori la testa e vediamo la contro che stachiacchierando allegramente. Sicuramente un cambio di guardia. Segniamocoordinate e cerchiamo di capire com’è fatto il luogo dato che erano presenticostruzioni e torretta di avvistamento. Compiliamo perciò una Range Card.

 

“ Non possiamo passare di qui, dobbiamo trovare un percorsoalternativo”.

 

Torniamo sui nostri passi e decidiamo di salire in costa, inmezzo alla vegetazione, cercando di tagliar fuori la “zona calda”.

 

Muggio e Chiaro fanno strada, potano l’impossibile permettendocosì alla pattuglia di potersi nascondere senza dare nell’occhio.

 

Corvo, in coda, comunica che c’è del movimento sulla stradae che stanno venendo proprio sotto di noi!!

 

“Pattuglia di 6 persone in movimento, stiamo immobili e nonfiatiamo”.

 

Sento il cuore battermi in gola. E’ l’ora della verità!

 

Sentiamo perfettamente le loro voci, “Pattuglia Armagheddonrientra al campo base”.

 

I passi si allontanano sempre più, annotiamo ora e posizionee proseguiamo nel “disboscamento”.

 

Sapevamo che la vegetazione Sarda fosse dura ma nonpensavamo a questi livelli!

 

Agglomerati di cespugli che ti “rimbalzano”, spine e rovi.

 

Perdiamo quasi due ore prima di riuscire a venir fuori daquest’intrico maledetto ed in più sotto un solo cuocente!

 

L’unico vantaggio è che siamo in alto rispetto allaguarnigione perciò con monocolo alla mano riusciamo a compilare una Range Carddel luogo!

 

Avvistiamo inoltre una coppia di persone che scruta ilterritorio da un punto di osservazione perciò dobbiamo letteralmente strisciaree, con la stanchezza in corpo che ci sta “mangiando”, non è per nulla facile!

 

Riusciamo a passare quello che a mio parere è stato ilmomento peggiore a livello di fatica!

 

Li ho perso una vita!

 

 

 

Sono le 12.30

 

Chiaro e Corvaccio si staccano dal resto della pattuglia esi avviano verso la cache. Ci tengono informati sui vari movimenti in zona mafortunatamente per loro nulla di particolare da segnalarci.

 

Scendiamo verso il sentiero, in lontananza però vediamo unapattuglia della contro in movimento. Decidiamo di aspettare e vedere iltragitto che percorrerà. Alle nostre spalle da una delle torrette diavvistamento qualcuno cerca di guardare nella nostra direzione ma senzaconcludere molto dato che ha il sole contro. Il momento è perfetto, lapattuglia è sparita e il “guardone” è di spalle. Go go go!

 

Sempre stando molto attenti a non dare troppo nell’occhioarriviamo sul sentiero.

 

Guardinghi ci incamminiamo fino ad arrivare a quello chesembra un posto di blocco.

 

La cosa ci puzza, avanziamo silenziosamente, sulla destra inmezzo ad uno spiazzo erboso notiamo una batteria di mortai.

 

Prendiamo la coordinata , fotografiamo da varie angolazionila scena e procediamo.

 

“ Movimento “ ci comunica Muggio via radio, “Nascondersi! “

 

In men che non si dica mi sgancio da Ciube e Flower e minascondo con Muggio poco più avanti.

 

Vediamo arrivare a pochissimi metri da noi Nikita e i suoiragazzi. Li sentiamo ridere, scherzare, parlare alla radio (Annotiamo ora edialogo).

 

Qualche minuto dopo (Sembra un’eternità) arriva anche la FIR.

 

Ci spostiamo dal cespuglio senza farci sentire e cinascondiamo all’interno della boscaglia (Qui molto meno fitta).

 

Armi in puntamento e attendiamo.

 

“Speriamo non trovino gli altri due” pensiamo.

 

Passano 20 minuti, la contro se ne va.

 

 

 

Sono le 13.30

 

Chiamiamo via radio Ciube e Flower e ci ricongiungiamo.

 

Facciamo il punto e capiamo che manca davvero poco al“paradiso”!

 

Decidiamo così di percorrere il sentiero ma a passo moltosostenuto, ci fermiamo a controllare la torretta di avvistamento, attendiamo ilmomento in cui l’operatore è di spalle e VIA!

 

Ennesima scena da film!

 

Correre con tutto l’equipaggiamento addosso per me e Ciubenon è per nulla facile, tanto più che sono ormai 10hche non leviamo nulla e non ci fermiamo un secondo!

 

Nessuno però ha intenzione di mollare, stringiamo i denti,ecco li avanti la meta!

 

 

 

Sono le 14.30

 

Arriviamo devastati alla cache, Corvo e Chiaro sono li checi attendono, ci abbracciamo, battiamo un cinque, ridiamo e scherziamo!

 

Sembra di aver conquistato il primo premio al campionato delmondo!

 

Ci cambiamo, stendiamo l’equipaggiamento al sole e crolliamoin un profondo sonno. Dopo 26h non stop è bello poter chiudere gli occhi!

 

 

 

Sono le 17.30

 

Stanchi ma ancora carichi ci svegliamo.

 

Prepariamo tutto l’occorrente per affrontare nuovamente lanotte, setup leggero, per la prima volta mi sembra di volare con quel “pocopeso addosso”!!!!

 

Prepariamo un pasto caldo, le buste con il cibo disidratatodella Decathlon fanno il loro “sporco lavoro”.

 

Il morale è alto, tutti sono carichi, rapido briefing edecidiamo di dirigerci verso il Predator abbattuto.

 

L’area non è piccolissima da setacciare ma secondo noi èfondamentale questo drone precipitato dato che contiene tutte le informazioni efotografie della zona.

 

Recuperare l’Hard Disk interno è la nostra prioritàassoluta!

 

 

 

Sono le 19

 

Si parte.

 

Guardando il buio che ci avvolge sembra sia notte fonda.

 

Arriviamo in zona e cominciamo a rastrellare.

 

La tensione è sempre alta dato che siamo in territorioostile.

 

I fari che illuminano l’area rendono l’atmosfera ancora piùvera e adrenalinica.

 

Passano alcune ore ma del drone precipitato nemmeno l’ombra.

 

Decidiamo così di dividerci in due gruppi: Muggio, Chiaro eCiube da una parte e i rimanenti tre dall’altra.

 

La stanchezza comincia a farsi sentire nuovamente.

 

Sono passate 5 ore ma ai nostri occhi non appare nulla.

 

Non ci diamo per vinti e continuiamo le ricerche, passiamosul sentiero che circonda la zona interessata, arriviamo quasi in cima quandovediamo luci e movimento. Ci gettiamo nella boscaglia.

 

Corvaccio è sul lato opposto della strada completamenteappiattito a terra.

 

Le luci continuano a muoversi ma non passa nessuno. Sentiamodelle voci ma dopo un po’ si allontanano. Contattiamo gli altri i quali cispiegano di aver trovato un nuovo obj e che ora tornano sui loro passi perricercare nuovamente il velivolo.

 

Facciamo lo stesso.

 

 

 

Sono le 2.00 ( 2Novembre)

 

Stiamo controllando l’ultimo sentiero quando vengocontattato alla radio:

 

“ Roz da Chiaro “

 

“ Avanti Chiaro, dammi buone notizie ti prego! “

 

“ Bersaglio acquisito, abbiamo fotografato l’area e l’HardDisk, missione compiuta! “

 

Contentissimi ci ricongiungiamo e di comune accordoritorniamo alla cache, visto che è tardi e l’indomani vorremmo portare atermine uno dei due obbiettivi Sniper!

 

 

 

Sono le 3.30

 

Arriviamo alla “base”, ci cambiamo, prepariamo lo zaino e ciaddormentiamo.

 

 

 

Sono le 6.00

 

 

 

Abbiamo un sonno incredibile, abbiamo dormito solo 6 ore in48h di gioco!

 

Con il morale “sotto i piedi” ci prepariamo, sistemiamol’attrezzatura e ci incamminiamo verso l’obj Sniper e Spotter.

 

Il nostro Team è composto da 6 elementi proprio perché io eCiube abbiamo due prove Sniper: Eliminare due loschi individui ovvero i capiterroristi della zona.

 

Purtroppo l’”Asse di denari” si è salvato, speravamo perciòdi riuscire a prendere almeno l’”Asse di Picche”.

 

Speravamo…….

 

Sappiamo orari e percorso che faranno nelle 48h perciò nonci resta che arrivare al punto preciso e appostarci.

 

Arriviamo sulla strada “della morte”.

 

Salutiamo i 4 Fratelli, lasciamo loro monocolo con “kitfotografico” in modo che possano fare recon dei vari punti d’osservazione.

 

 

 

Sono le 9.00

 

Siamo perfettamente in orario, ben appostati, mimetizzati,pronti ad essere silenziosi e letali! 

 

Ci siamo messi incrociati in modo da non avere nessun“angolo buio”, se passano sono morti!

 

Il mimetismo funziona alla grande! Sorrido pensando allafaccia che farà Fratello Osso (L’asse di Picche) quando lo giustizieremo! 

 

 

 

Sono le 9.50

 

Corvaccio mi chiama alla radio chiedendomi di ridargli lecoordinate precise della nostra posizione. La sua voce è nervosa, capisco chec’è qualche cosa che non va.

 

“ Roz siete in posizione errata, abbiamo sbagliato il punto!“

 

Il tempo di uscire allo scoperto e sentiamo arrivare unamacchina che si ferma sulla strada sopra di noi.

 

E’ l’asse di picche!

 

Corriamo all’impazzata sperando non ci vedano ma la guardiadel corpo del Capo Terrorista apre il fuoco su Ciube!

 

Viene colpito immediatamente!

 

Nel ripararmi correndo all’indietro metto un piede malestortandomi la caviglia!

 

La copertura è saltata, il nostro obbiettivo anche.

 

Arriva una FIR in supporto, lo scontro si protrae perqualche minuto, intervengono anche Muggio, Chiaro , Flower e Corvaccio ma ilnemico ha la meglio!

 

 

 

Sono le 10.30

 

Veniamo catturati e condotti alla prigione. Sicuramentenessuno mi leverà il piacere del SERE!

 

 

 

Sono le 12

 

La Long Ray 2008 finisce. Noi siamo al settimo cielo peraver terminato la gara senza mai mollare ma nello stesso tempo anche MOLTOtristi perché tutto è finito!

 

Ripercorriamo il sentiero fatto due notti di fila alla lucedel sole, sembra tutto così diverso…..

 

Arriviamo al punto d’esfiltrazione, Dingo e Osso ciaspettano sorridendo, ci abbracciano, il film è quasi ai titoli di coda….

 

Dopo aver salutato tutti i Team d’interdizione, essercisistemati, puliti e aver caricato tutto l’equipaggiamento sulle auto si va allaparte più dura dell’evento: IL PRANZO!

 

Da li nessuno è mai tornato vivo!!!!!

 

Quello che abbiamo vissuto dopo rimarrà per sempre nel miocuore, non renderebbe giustizia “tramutarlo” in parole perciò se qualcuno vuolesapere il finale di questa meravigliosa favola è pregato di noleggiare “LongRay 2009”, scrittoe diretto dai Fratelli della Costa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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