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Rozzilla

[18-19-20 Ottobre 2013] La Mano Nera-40H-Soft Air Sarrabus-Sardegna

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Belle foto, però merdacce maledette mi avete abbandonato a fare la Dragon Recon dove mi sono sfiancato................................. non ve la perdonerò mai!!!!!!! :ranting: :ranting:

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ecco finalmente il debrifing!

 

LA MANO NERA - 44H - SAN VITO – SARDEGNA – Debriefing By ZARRUELE S.A.T.

l_infiltrazione.jpg

La situazione in Europa non è ancora stabile, ci è stato riferito che nelle zone dell’ est Europa c’è qualcosa “che si sta muovendo”, sopratutto in Serbia.

Dalla nostra intelligence è stato scoperto che tutte le organizzazioni terroristiche europee si sono trovate e stanno organizzando qualche cosa di grosso.

Arriviamo in Croazia con il nome di un paio di persone che potrebbero essere facili alla corruzione; dobbiamo cercare di avere tutte le informazioni possibili prima di infiltrarci. Purtroppo, poco prima di poter andare al contatto, ci viene fatto sapere che è tutto saltato, quindi dovremo cavarcela con le informazioni che abbiamo in mano.

Ci prepariamo e alle ore 18.00 siamo pronti.

Ci recupera l’elicottero che ci lascerà sul confine tra Serbia e Croazia, cercando di restare coperto il più possibile.

Il tragitto è breve, ma la tensione si fa sentire.

Rimaniamo in silenzio concentrati per la missione.

Arrivati al punto di lancio, tutti giù; siamo esattamente sul confine, ci facciamo copertura, lo attraversiamo con molta cautela, ma celermente dato che sappiamo potrebbe essere presidiato.

Trovato un posto un po’ più in alto e ben riparato diamo un’occhiata alla situazione. Siamo fuori rotta rispetto alla nostra pianificazione ma decidiamo una strada che ci rimetta sul percorso prestabilito.

Saliamo quasi in cima ad uno dei monti che sono presenti in AO ma non ci fermiamo a scrutare la zona perchè la nostra priorità è un’altra.

Il territorio è impervio e privo di sentieri, con non poche difficoltà riusciamo a raggiungerne uno ben calpestabile e così,finalmente, i piedi ringraziano!

Dal sentiero scorgiamo delle luci in lontananza e sentiamo delle voci, ci avviciniamo nel totale silenzio riuscendo così a conquistare la vetta decisa in fase di pianificazione. Da qui ci accorgiamo che siamo circondati da luci attorno a noi, capiamo che è un ottimo posto per carpire molte informazioni. Decidiamo quindi di fare una breve ricognizione cercando anche di trovare un posto dove passare qualche ora di riposo in maniera da aspettare le luci del mattino per avere maggiore visibilità del luogo intorno a noi. Troviamo un posto perfetto per riposare i piedi e le gambe affaticate dalle salite, dai massi e dai rovi di questo territorio straordinario ma impervio.

Togliersi gli scarponi e far prendere aria ai piedi cotti sotto una luna splendente e un’ aria calda con vicino tutto quel movimento è straordinario. Ci riposiamo poco, giusto per far arrivare l’alba. Ci rassettiamo ed iniziamo la nostra recon.

Io e Jack ci spostiamo un po’ più in alto per avere una visuale migliore, mentre Flower e Muggio fanno copertura sull’altro lato. Scattiamo foto e troviamo 3 punti sensibili:

Una rampa missilistica, presidiata.

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l’HQ con mezzi e probabilmente anche con elicotteri.

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Ed infine il ponte che è sempre ben presidiato con turni di 4 ore.

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Poi abbiamo notato anche vari movimenti di mezzi sulla strada principale che va verso sud; ciò ci da buoni indizi per spingerci verso quella direzione e capire cosa ci sia di “anomalo”.

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Si è fatto mezzogiorno quindi ci rifocilliamo. Fa molto caldo e sono tutti in allerta, decidiamo perciò di attendere che calino le tenebre. Poco dopo sentiamo dei rumori in lontananza che ci fanno riprendere in spalla gli zaini e trovarci un punto meno visibile. Facciamo giusto in tempo a spostarci e a nasconderci che passa una pattuglia di 6 persone proprio dove eravamo. Si accorgono che qualcuno è stato lì perchè nella fretta ci siamo dimenticati le bustine di te (Poi le andremo a recuperare). Li sentiamo distintamente discutere su quante persone possano essere state, su dove si siano fermate, cosa abbiano visto, ecc. Credono che ce ne siamo andati da un po’ quindi proseguono le loro ricerche in altri punti. I battiti del cuore che erano saliti in modo esagerato riprendono la loro normale pulsazione. Decidiamo quindi di spostarci velocemente da quel posto e raggiungere il letto del fiume che ci condurrà verso sud.

Facciamo piccoli passi e ci spostiamo 10 metri alla volta, sia perchè il terreno non ci permette di andare velocemente, sia perché abbiamo visto che tutte le forze residenti sono molto vigili e sospettano sicuramente di qualche forza nemica nel loro campo.

Dopo una lunga discesa siamo finalmente nel letto del fiume. Ora possiamo navigare più velocemente, o almeno lo credevamo. Purtroppo non è proprio così in quanto il fiume, essendo pur secco, è pieno di ciotoli e massi e bisogna fare attenzione a non fare troppo rumore nel camminare.

Ci avviciniamo alla batteria missilistica che rimane sopra di noi di parecchi metri, ma è pur sempre vicina. Notiamo che hanno aumentato la difesa e infatti sopra le nostre teste le torce non si sprecano.

Il letto del fiume non è poi così agile e siamo costretti più volte a deviare il percorso.

Finalmente raggiungiamo il sentire che ci porta verso l’alto per scrutare meglio la situazione verso sud. Ormai è notte fonda, decidiamo di fare una pausa e mangiare un pasto caldo. L’acqua nei nostri zaini è agli sgoccioli, in questi giorni ha fatto molto caldo e lo sforzo fisico è stato notevole. Stiamo ormai razionando le ultime risorse.

Con la pancia piena saliamo gli ultimi metri e davanti a noi si nota una luce incredibilmente forte.

11.jpg

Facciamo una foto, ma purtroppo non viene molto bene. Dalle notizie che siamo riusciti a raccogliere capiamo che molto probabilmente sia il deposito carburante/munizioni.

Ormai è tardi e quasi tutte le nostre risorse sono finite. Muggio mi dice di prendere la strada verso l’esfiltrazione; guardo la cartina e opto per la più corta visto quanto siamo affaticati. Sfortunatamente il sentiero segnato non esiste più. Passiamo del tempo a cercarlo, perdendo davvero troppe forze..

Decidiamo quindi di tornare indietro e prendere la strada più lunga, ma sicura.

Siamo in anticipo sull’ora stabilita, così troviamo un posto ben nascosto per passare l’ultima ora prima dell’arrivo dell’elicottero. Ci riposiamo e appena la luce del sole ci sveglia, andiamo in zona di prelievo e attendiamo l’elicottero che ci porterà in sicurezza.

Questa è stata la nostra missione.

Il Team era così composto: Jack, Muggio, Duca e Flower.

La traccia GPS della nostra avventura:

traccia.JPG

L’esperienza Sarda è la prima nel mio almanacco e devo dire che mi sono divertito moltissimo. Il posto è fantastico, il terreno è duro ma quando ti ci ritrovi, sembra di essere catapultati in una missione reale. E’ stato stupendo navigare 44 h con l’ansia che avrebbero potuto prenderci da un momento all’altro, si sentiva che erano sempre li, sempre vicini, con il fiato sul collo!

Ringraziamo per tutto ciò gli organizzatori, il Soft-Air Sarrabus del mitico Gunny, e tutti gli altri Team che si sono sacrificati pattugliando l’area operativa giorno e notte per permetterci di divertirci!

L’esperienza più bella ad ogni modo è condividere tutto con i miei fratelli e scoprire nuove persone, nuovi team e nuovi amici. Mi riferisco particolarmente ai ragazzi della 17^ Rangers e ai ragazzi dei Black Wolves, tutte persone davvero squisite e di ottima compagnia.

Credetemi quando vi dico che non vedo l’ora di partire per una nuova avventura!

Duca

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